SOSTENIBILITÀ

 

SOSTENIBILITÀ

IL PERCORSO VERSO LO SVILUPPO A BASSO IMPATTO

Visionnaire prosegue il suo percorso di sviluppo sostenibile puntando sui valori fondamentali del brand: responsabilità nei confronti del territorio italiano, etica del lavoro e massima qualità del Made in Italy. Anche grazie alla decisione di rivelare le proprie volontà strategiche mediante le dichiarazioni d’intenti contenute nel “Decalogo”, il marchio definisce la propria rotta: l’idea di confermarsi come artefice di prodotti di qualità assoluta si sposa a un impegno, rigoroso e responsabile, nei confronti dell’ambiente. 

Nel secondo valore – “Natura”– Visionnaire dichiara: “il desiderio di tutela del patrimonio naturale si configura come una presa di coscienza che informa – e orienta – la nostra visione culturale, ora sensibilizzata verso comportamenti progettuali che, dalla selezione dei materiali sino all’ultima delle lavorazioni previste nei cicli di fabbricazione, assumono un preciso e sentito impegno civile”.

 

DECÀLOGO

Dieci valori fondanti. Dieci credo programmatici. La vocazione a fare impresa si amalgama con la poesia dell’atto creativo. Ciascuno dei concetti cardine della filosofia Visionnaire si definisce attraverso una sequenza di parole che esprime una visione e ha la forza di un credo. Raccontare le proprie radici per verificare la propria identità e tracciare le traiettorie di un ambizioso futuro. Progetto curato da BRH+

L’anniversario del sessantennale di IPE e dei quindici anni del suo Brand, Visionnaire, sono per me un’occasione unica per ripercorrere – andando oltre – una lunga sequenza di ricordi personali, anche utili a dare impulso ad un nuovo ciclo di progetti che, evitando celebrazioni fini a sé stesse, possano guidarci verso ulteriori, importanti obiettivi. Primo traguardo: superare il racconto cronologico ed intercettare, provando a raccontarlo, quel processo mentale che ci porta ogni giorno ad essere Visionari. Un processo fatto di memoria futura, capace di influenzare il nostro progettare presente. Mio nonno – Vittorio – mio zio – Pompeo – mio padre – Luigi – e mio fratello – Leopold: Italiani, industriali illuminati, ricercatori ingegnosi, Capitani coraggiosi. E poi, puntuale, l’intuizione ed una infinita libertà. Davanti a tanta poesia ed etica del fare, ho pensato di realizzare questo volume, che porta i semi del futuro, assieme alle radici profonde del passato. Ringrazio tutte le persone coinvolte: i creativi, i progettisti, gli artigiani, i collaboratori, i clienti. Amici che, senza fermarsi davanti alle insidie di una sfida immensa e quotidiana, portano “in grembo” i Nostri Valori.

Eleonore Cavalli
Art Director Visionnaire

 

“Il design dovrebbe provare a migliorare la vita delle persone, ma nel mio lavoro vedo pochissime cose che ragionano in quest’ottica. Mi sembra sempre di più un grande circo a cielo aperto dove solo poche cose ti fanno pensare o almeno sorridere, ed ancora meno ti fanno riflettere su uno sviluppo potenzialmente interessante. Il resto è tutto un cumulo di plastica che inquina.” Delfino Sisto Legnani

 

Corrispondenze

 

Corrispondenze. Associazioni. I dieci valori fondanti del “Decàlogo” trovano un’interpretazione d’autore in altrettante immagini fotografiche: il riflesso di un concetto, la scoperta di un omologo visivo. I dieci credo programmatici si traducono in scatti mediante i quali gli orizzonti di senso e significato si dilatano. I mondi di Visionnaire sono universi da esplorare in un tempo infinito.

10 video che interpretano i dieci valori del Decàlogo, pensati nel 2019 come opera d’arte multimediale in grado di catturare il pubblico in un viaggio immersivo e psichedelico; ogni video restituisce una suggestione a partire da un soggetto materico simbolico e si trasforma in un pattern, una composizione fortemente metaforica. Mani, corpi, elementi naturali, architetture, tessono le trame del Decàlogo in forma visiva. Progetto video realizzato da MyBossWas Studio.

 

CONTRIBUTORS

FELIX BURRICHTER - LA VISIONE DI VISONNAIRE  

“Entrando nello showroom Visionnaire di Milano, in Piazza Cavour, l’ultima cosa che ci si aspetterebbe di trovare è un orso. E invece eccolo lì, lungo quasi due metri, con la sua mor- bida pelliccia nera e una spessa catena d’oro attorno al collo, quasi in procinto di saltare. Ribattezzato Dubhe, l’orso non è altro che una chaise-longue progettata per Visionnaire da Samuele Mazza: la forma ergonomica e al tempo stesso aerodinamica ricorda una fantasiosa auto da corsa ricoperta di pelo, pronta a sfrecciare nello showroom per poi lanciarsi a tutta velocità tra le strade di Milano. Forse una divertente chaise-longue dalla silhouette ibrida – un po’ “animalesca” e un po’ antropomorfa – non è esattamente la prima immagine che viene in mente pensando a un mobile di lusso italiano, ma è proprio questo il punto: la vera creatività consiste nella realizzazione di qualcosa di inaspettato, nel superamento e nella distruzione di norme e codici consolidati. 

La posa scattante di Dubhe mi ha fatto pensare a un altro prodotto che contravviene ai canoni del design per suscitare un effetto sorprendente: la sedia Rover di Ron Arad, realizzata originariamente con due oggetti finiti rinvenuti in una discarica londinese, ossia il sedile di un’auto e un telaio a tubi. Nel giro di pochissimo tempo la sedia raggiunse lo status di icona e oggi fa parte delle più importanti collezioni di design al mondo, com- presa quella del MoMA di New York. Ciò che trasforma la sedia Rover da semplice mix di scarti a tesoro inestimabile è il modo in cui infrange le aspettative sul funzionamento dei singoli oggetti. Come Dubhe, la sedia Rover rivendica il proprio significato in due direzio- ni opposte: da un lato si mostra esattamente per quello che è, dall’altro se ne discosta del tutto. Il risultato è una sedia che è anche una chimera, il cui potere creativo risiede nella capacità di rimescolare le carte nel rapporto tra forma e funzione, invitando a vedere le cose da una prospettiva diversa. 

La sedia di Arad diventa ancora più significativa se messa in relazione con la storia di Visionnaire: fondata nel 1959 con il nome di IPE, l’azienda si occupava originariamente di sedili per automobili; in seguito ha incanalato decenni di know-how artigianale e indu- striale e di passione per la qualità nella produzione di arredi di fascia alta. Proprio come la sedia Rover, Visionnaire guarda sia al passato sia al futuro, consapevole che la tradizione – del design, dello stile e forse, in maniera ancora più incisiva, delle tecniche artigianali – è una colonna portante dell’invenzione, tanto quanto la ricerca del nuovo. 

I componenti di Rover e la sensuale morbidezza di Dubhe richiamano anche un altro tipo di seduta appartenente al DNA di Visionnaire: i confortevoli rifugi incarnati dalle poltrone dei cinema moderni. A maggior ragione, sembra calzare a pennello la location dello showroom di Visionnaire, allestito negli ambienti dello storico Cinema Cavour pro- gettato nel 1962 da Vittoriano Viganò. Il cinema è notoriamente un luogo di fantasia, in cui gli spettatori si lasciano trasportare in una realtà diversa dalla propria. Ed è lo stesso principio alla base del design d’eccellenza: il suo compito è quello di inventare il nostro mondo, reinventando di conseguenza anche noi stessi. L’universo Visionnaire ne è una chiara testimonianza: sfrontato e appariscente, dà vita a spazi arditi, creando i presupposti per vivere esperienze al di là della mera estetica (ed è forse anche per que- sto che Visionnaire ospita regolarmente mostre d’arte nella galleria adiacente, dal nome Wunderkammer, dove l’arte esprime una concezione personale e coraggiosa). 

Il potere del design sta nella sua capacità di trasformare nobili ambizioni in oggetti tangibili, innescando paradossalmente un’ulteriore dose di ambizione e immaginazione. Ecco perché arredare una casa da sogno significa non tanto realizzare le proprie fantasie, quanto creare uno scenario per fantasticare ancora di più. Perché i progetti realmente creativi incoraggiano gli altri a seguire l’impulso e dare sfogo alla creatività. In un’ottica simile, oggetti come una sinuosa chaise-longue a forma di orso o una sedia in stile auto sportiva possono essere sfruttati all’infinito per creare non soltanto nuove stanze o abitazioni, ma anche nuove identità, nuove esperienze, nuovi mondi. Perché solo i prodotti creativi ci spingono ad ampliare i nostri orizzonti, scatenando finalmente il visionario che è in noi.”

Felix

LEON SUN - RITORNO AL FUTURO

“Si dice che la Cina e l’Italia siano Paesi molto simili: cinesi e italiani sono accomunati dall’amore per la famiglia, per il buon cibo e per la vita. Entrambi le nazioni hanno una lunga storia, hanno dato vita a una splendida civiltà e dato un brillante contributo arti- stico all’umanità. Il primo valore del Decàlogo di Visionnaire è dedicato alla “cultura”: parliamo spesso di “patrimonio culturale” e di innovazione, ma cos’è esattamente? È un patrimonio che deve potersi tramandare: questa capacità di perpetuarsi dipende non solo dalla tenacia del singolo individuo o dalla famiglia, ma anche dalla cura nel tutelare la trasmissione delle tradizioni. 

Il patrimonio di IPE è arrivato, con Leopold ed Eleonore, alla terza generazione e ha favorito e consentito la fondazione di Visionnaire. Nonostante la consolidata posizione di questo marchio, la sua “anima” ha ancora bisogno di essere raccontata: anche per questo – e per valorizzare un proprio, consistente patrimonio culturale – in occasione del 60° anniversario di IPE e del 15° di Visionnaire, si propone questo Decàlogo, che interpreta e riassume i credo che l’azienda e il suo Brand hanno esplorato e continuato a sostenere per così tanti anni, fornendo un nuovo standard per il settore dell’arredo e consentendoci di apprezzare ancora una volta il design italiano. 

Oggi, alcuni artisti contemporanei contribuiscono – come progettisti o comunicatori – al successo di marchi del mondo del design, mentre molti designer sono diventati sempre più artisti. Anche se molte persone pensano ancora che l’arte e il design siano due cose distinte, la coppia di designer brasiliani di fama mondiale Campana Brothers ha dato la risposta perfetta: “Per noi, la linea di demarcazione tra arte e design non esiste più. Da un punto di vista creativo, riteniamo che non ci sia molta differenza tra designer e artisti, perché entrambi sono ricercatori e testimoni del loro tempo; questa è la chiave per creare liberamente, senza confini, senza etichette, per esprimersi senza restrizioni, dando vita a nuove connessioni e ibridazioni.” Allo stesso tempo, attraverso la propria capacità inventi- va, questa coppia di designer offre una potente testimonianza: diventati famosi nel settore del design del mobile, si sono poi cimentati nell’arredo, nell’architettura, nel disegno del paesaggio, nella moda, nell’arte e in altri campi, sfruttando le loro capacità nell’usare i materiali per trasformare e reinventare, con un’attenzione rara nel combinare l’artigianato tradizionale alla produzione di massa. Visionnaire ha coltivato frequenti interazioni con gli artisti, non limitando il suo operare al solo settore del mobile, ma sapendo esprimersi anche come raffinato soggetto che conosce e interpreta l’universo dell’arte. 

Ci commuoviamo interagendo con degli oggetti che suscitano delle emozioni; questo concetto trova espressione in uno dei dieci valori del Decàlogo di Visionnaire. “Gli oggetti di uso quotidiano, se usati con amore, hanno un’anima e diventano una parte insostituibi- le della vita. Per me, tenere con sincerità la mano di una persona per scaldarla è mostrare un amore disinteressato. La stessa cosa vale per gli oggetti a cui teniamo. Prendere in mano un piccolo oggetto ogni giorno è come tenere la mano di una persona. Non è una forma d’amore? Scrivo della mia vita quotidiana, dei miei oggetti personali e della loro amicizia con me. Anche se è difficile da dire, voglio lavorare duramente per trasmettere amore”, ha detto l’esteta giapponese Matsuura Yataro che in Storia dell’amore per le cose scrive: “Nell’amore per le cose, l’amore è in realtà la memoria preziosa e unica legata all’og- getto. Come creatori, dovremmo sapere in che modo riversare emozioni nei prodotti che creiamo, per offrire emozioni agli utenti che li useranno”. 

Oggi, ricordando gli anniversari di IPE e Visionnaire e ammirando l’impegno di tre generazioni, celebriamo la creazione di un universo di arredi contemporanei italiani con- notato da una straordinaria unicità. Al termine di un lungo periodo temporale durato sessant’anni, ha inizio un nuovo ciclo e questo Decàlogo rappresenta la chiave dorata per accedere alle prossime, entusiasmanti tappe di uno speciale viaggio imprenditoriale e cre- ativo. Auguro a Visionnaire un felice futuro.”

leon

NATALIA TIMASHEVA - IL DESIGN NELL’EPOCA DIGITALE

“In futuro continueremo a lasciare gli oggetti in eredità? Come sarà il design che lasceremo dopo di noi? Sostenibile, di alto valore culturale, etico oppure superfluo, insensato e mediocre? 

Con lo sviluppo della tecnologia digitale, il numero degli oggetti che devono circondarci diventa sempre più limitato. In passato non ci si liberava degli oggetti con la stessa rapidità con la quale lo si fa oggi. 

Crescono con velocità notevole le piattaforme che offrono una vasta gamma di servizi e scenari per una vita in progressiva accelerazione. Gli oggetti a buon prezzo si sostituiscono a vicenda sempre più rapidamente. I Social Network ci abituano al pensiero che il design è qualcosa di superficiale, mirato principalmente alla comunicazione. Tuttavia, non è sempre così. Esistono ancora aziende che custodiscono tradizioni artigianali, si dedicano continuamente allo sviluppo del loro prodotto, cercando di produrre oggetti di tutt’altra categoria, una categoria “Timeless”. La qualità di questi oggetti deve per forza essere eccellente, essere senza tempo, ma dovrebbe anche essere in grado di suscitare emozioni e rispondere ad esigenze personali. 

La parola chiave nella creazione del design senza tempo è customizzazione, personalizzazione: per questo le aziende propongono decine di colori, misure e materiali – tutto all’interno di una sola collezione – in modo che composizioni progettate secondo uno spirito Tailor-Made si inseriscano negli interni con precisione millimetrica. 

Allo stesso tempo, si nutre il desiderio di trovare un “riparo” dalla continua intossicazione digitale entro i confini della proprio, personale spazio abitato. Il benessere della persona e dell’ambiente – ecco i nuovi valori dello star bene. Come risponde a questa esigenza l’industria del design? 

I designer collaborano a stretto contatto con artigiani, bio-ingegneri, esperti in robotica, confermando con il proprio impegno che l’esigenza più attuale è lavorare sul fronte della sostenibilità ambientale. Professionisti di vari settori si impegnano a rendere il pianeta più pulito e le nostre vite più semplici e tranquille; la tecnologia di ultima generazione entra in sintonia con l’artigianato. Questo “Techno Craft” è, oggi, molto apprezzato: vogliamo mantenere il calore che gli oggetti del passato portano con sé in un ambiente domestico e vogliamo sentire la qualità del lavoro fatto a mano. 

Il segmento Contemporary Lifestyle a cui appartiene Visionnaire, nell’occuparsi dell’accezione evoluta di lusso indicata come True Luxury – il valore di un bene è dato dai valori che incorpora e veicola, non solo ed esclusivamente dal suo prezzo – ha un obiettivo complesso e delicato: stimolare i desideri delle persone che possiedono molti beni materiali e non hanno bisogno di nulla, raccontando loro di un’idea importante, di un concetto, di un valore – dei valori presentati in questo Decàlogo di Visionnaire, ad esempio – di cui una nuova categoria di oggetti deve diventare principale ambasciatore. 

Sembriamo voler realizzare una nuova utopia: quella di una società che rispetta tutti e si basa sulla responsabilità personale, sulle azioni positive e sull’ottimismo. Siamo preoccupati non solo dell’impatto ambientale, ma anche della longevità degli oggetti materiali, che desideriamo acquistare in numero limitato: cerchiamo la qualità e siamo pronti a cambiare il mondo.”

Natalia

DIETRO LE QUINTE

Beauty è una parola dal significato intenso e poliedrico. Oltre a definire un orizzonte di positività e di aspirazione, la bellezza contemporanea che Visionnaire racconta è la propria attitudine a realizzare progetti e oggetti di straordinaria singolarità.
La costante ricerca tecnologica, la sperimentazione sui materiali, l’accostamento e l’impasto degli elementi, la mano dei nostri artigiani che testa, perfeziona e definisce una nuova soluzione materica, questi elementi definiscono l’identità di ogni singolo prodotto e lo rendono unico e non replicabile seppur riproducibile.

LE SCELTE LOWER IMPACT E LE INNOVAZIONI TECNOLOGICHE

Il brand, che si pone oggi come manifesto Meta-Luxury, si basa sui valori della conoscenza e la ricerca di atemporalità per raggiungere un risultato unico nel suo genere. Un lusso dei contenuti e dei valori che trova applicazione nell’uso responsabile dei materiali, in una ricerca tecnologica che l’azienda porta avanti con impegno, in investimenti di efficientamento della catena produttiva e della qualità della vita dei propri artigiani. La convergenza tra benessere del singolo individuo e dell’intero ecosistema che lo ospita, si pone al centro della riflessione di Visionnaire all’alba di una nuova decade di necessaria presa di coscienza ambientale e sociale. Benessere e sostenibilità si traducono anche in scelta di tessuti e pelli innovative performanti, che attraverso logiche di riciclo e processo produttivo a basso impatto, rappresentano un nuovo traguardo tecnologico e sostenibile. 

 

LEGNI CERTIFICATI 

Il legno è un materiale vivo e profumato che comunica calore ed accoglienza. Avvolge con il proprio odore profondo che, ai più, ricorda il concetto ancestrale di casa, rifugio. Ci invita alla carezza, al contatto con le incredibili geometrie naturali dei propri strati di crescita. Ogni anello una fase della vita, ogni strato una trasformazione impressa. Ogni nodo, crepa o imperfezione ci ricorda che il legno è cosa viva e in continua evoluzione. Nonostante le infinite possibilità creative date dall'impiego di questo materiale, l'unica cosa che dal legno non si può ottenere è un albero. Questi preziosi organismi viventi popolano enormi polmoni verdi del nostro pianeta ed è fondamentale che l’equilibrio tra ciò che l’uomo prende e restituisce alla natura sia garantito. 

Seguendo il proprio impegno verso lo sviluppo sostenibile e una gestione responsabile del patrimonio forestale, Ipe s.r.l - Visionnaire ha ottenuto le certificazioni aziendali FSCForest Stewardship CouncilFSC-C147146 e PEFC Programme for Endorsement of Forest Certification. Per consolidare questo percorso Ipe s.r.l - Visionnaire propone una selezione di prodotti della collezione Anniversary (2019) con certificazione FSC™ e PEFC ordinabili su richiesta.

 

LA PELLE COME MATERIALE RINNOVABILE

La concia delle pelli è una delle forme di riciclo più antiche, inserendosi all’interno di un processo di produzione che va dalla gestione degli allevamenti bovini fino alla realizzazione di prodotti destinati al consumatore. Il cuoio che altrimenti verrebbe scartato come sottoprodotto e smaltito generando un alto tasso di inquinamento globale, trova così impiego in altri processi di lavorazione. La pelle rientra in questo ciclo in cui i rifiuti di lavorazione del processo conciario, diventano essenziali per ulteriori applicazioni produttive.

 

TESSUTI PERFORMANTI

Iris è un nuovo prodotto tessile per outdoor e indoor composto di fili di poliestere, ottenuti dal riuso di bottiglie di plastica disperse nell’ambiente, dal ciclo di vita assolutamente circolare, essendo 100% riciclato e 100% riciclabile. Totalmente prodotto in Italia, Iris garantisce un’importantissima riduzione di emissioni di Co2 e spreco d’acqua per un risparmio energetico di oltre il 60 % rispetto ai normali processi produttivi. I tessuti Assam, ottenuti tramite la combinazione di fibre sintetiche e naturali, mostrano altrettante prestazioni d’avanguardia: dalla possibilità di abbassare il calore corporeo e quindi diminuire la sudorazione e la frequenza cardiaca di una persona seduta, all’assorbimento di umidità nell’ambiente riducendo così il consumo di energia dovuto all’utilizzo della climatizzazione artificiale, questo materiale viene lavorato senza prodotti chimici e tossici per la salute. Questi tessuti dalle caratteristiche altamente performanti sono stati selezionati per la realizzazione di alcune sedute tra cui i nuovi sgabelli Kylo. 

 

MARMI: TECNICHE DI LAVORAZIONE E PROCESSI TECNOLOGICI 

La natura è e rimarrà sempre la più grande artista esistente e la fonte di ispirazione più alta per produrre bellezza. I marmi, provenienti da diverse parti del mondo e generati da complessi processi metamorfici della roccia, sono delle gemme preziose che la natura ci regala come proprie opere d’arte. Accade che l’azione combinata di temperatura e pressione terrestre (in milioni di anni) comporta una stratificazione della roccia originale con formazioni finali cristalline assolutamente uniche e perciò irripetibili. Ogni blocco di marmo estratto dalla stessa cava (un parallelepipedo di circa 3x1,5x1 m), seppur simile per colore, consistenza o composizione, sarà diverso da un altro e persino le singole lastre ottenute dallo stesso blocco, avranno una conformazione ed un disegno differente. Ogni lastra, come una scultura, presenterà perciò venature e colorazioni uniche, così come eventuali micro cavità dovute al processo naturale di formazione della roccia. Questi alvei sono successivamente stuccati in maniera sapiente, rendendo l’intervento la maggior parte delle volte invisibile. Questi elementi sono perciò parte integrante della lastra e non possono quindi essere oggetto di contestazione per i marmi attualmente a collezione. Visionnaire garantisce una continua ricerca e controllo di qualità, nonché una selezione delle migliori lastre reperibili sul mercato. Ogni segno naturale sulla pietra è la traccia di una storia millenaria con cui entriamo in contatto, di un’evoluzione che viene da prima ed esisterà dopo di noi, come una memoria naturale che si tramanda. Compito della direzione artistica è proprio quello di attuare una costante ricerca su nuove interessati tipologie di marmo e trasmettere questo valore di unicità così speciale che distingue il marmo da altri materiali e di conseguenza rende i nostri prodotti gioielli della natura. La grande novità sull’impiego del marmo riguarda alcune nuove tecniche di lavorazione che, sfruttando le naturali venature della pietra, garantiscono dei risultati inediti ed estremamente naturali, come quello definito “Linfa Vitale”, che attraverso il micro-rilievo delle vene più sottili rende la pietra come un organismo vivente. Queste tecniche possono essere applicate su marmi che presentano determinate proprietà metamorfiche e che a seconda del loro aspetto definiscono il nome stesso della lavorazione: Sea Waves, tecnica di esaltazione delle vene per il marmo Confusion Dark; Pelle di Serpente, tecnica a microrilievo e superficie ondulata per il Fior di Bosco, così come Pelle di Coccodrillo per il Port Laurent; infine Galuchat, tecnica a doppia incisione e microrilievo per il Black and Gold.

 

AZEROCARE

Sul fronte della sperimentazione Visionnaire utlizza il rivoluzionario processo Azerocare di Antolini per alcuni suoi prodotti. La wellness unit Kobol vedrà protagonista l’eterea matericità del Dover White, mentre la wellness unit Leonardo sarà valorizzato dalla forza espressiva in black&white del marmo Dalmata; infine, il tavolo da pranzo Kerwan sarà realizzato con il marmo Port Laurent. Azerocare è un processo permanente unico nel suo genere che garantisce la protezione permanente - con finitura lucida - dei marmi da macchie e corrosione causate dal contatto delle superfici con cibi e sostanze organiche a base acida, senza alterare le cromie, la percezione tattile e le proprietà specifiche della pietra naturale. Questo processo, unicamente brevettato e realizzato presso le unità produttive Antolini, rende la superifici non permeabili, evitando la proliferazione dei batteri e rende inoltre le stesse semplici da pulire. Sempre tesa ad incrementare gli standard qualitativi dei propri materiali prestando al contempo la massima attenzione all’impatto ambientale delle soluzioni proposte e dei processi produttivi attuati, l’azienda ha studiato questa tecnologia ponendo maggiore attenzione alla tutela dell’ambiente; infatti il processo Azerocare non produce alcuna emissione nell’atmosfera, né genera scarti di lavorazione.