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I Love You, by Daniel Gonzàlez

L’arte di González si concentra sul rituale della celebrazione, una pratica collettiva che va oltre l’ordine razionale e mette in relazione le persone attraverso il tempo e le culture. Attingendo a riferimenti antropologici, l’artista esplora il modo in cui la celebrazione interrompe le convenzioni sociali, aprendo uno spazio di scambio emotivo.

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In occasione di San Valentino, il concetto di “rituale della celebrazione” assume una nuova forma nella mostra I Love You di Daniel González, a cura di Marco Morandini per la Wunderkammer di Milano. L’arte diventa uno strumento potente di consapevolezza e auto-affermazione, invitando a celebrare l’affetto verso gli altri e verso sé stessi, trasformando ogni momento in un’occasione di riflessione e crescita personale.

La mostra I Love You presenta una serie di opere trasformative di González, in cui frasi di uso quotidiano vengono elevate a potenti lavori visivi. Attraverso l’utilizzo del Mylar, materiale riflettente, l’artista conferisce alle opere una dimensione celebrativa e quasi eterea, in dialogo con il concetto di “società dello spettacolo” teorizzato da Guy Debord. Questi lavori luminosi mettono in evidenza la profondità emotiva di parole semplici, trasformandole in simboli vibranti di connessione umana.

Si è tenuta presso la Wunderkammer di Visionnaire la private view di I Love You, la mostra di Daniel González, che ha accolto collezionisti, appassionati d’arte e amici.

Daniel Gonzàlez

Nato a Buenos Aires nel 1963, Daniel González è un artista argentino che vive e lavora tra l’Italia e New York. È riconosciuto per la sua capacità di fondere un’estetica pop-up con installazioni di grande scala. Tra i suoi progetti più noti figurano Pop-up Museo Disco Club, presentato alla Biennale del Barrio Museum nel 2011, e Pop-up Building, realizzato a Rotterdam nel 2010. In collaborazione con Anna Galtarossa, ha firmato progetti di rilievo come Chili Moon Town Tour a Città del Messico e Homeless Rocket with Chandeliers a Milano, entrambi del 2007. Nel 2017 ha ricevuto il prestigioso Pollock-Krasner Foundation Grant e nel 2019 ha presentato collezioni di architettura effimera come #WhatsUpArgentina MiCasaTuCasa presso il MAR Museo de Arte Contemporáneo di Buenos Aires.